La legge buia

Quando arriva il black-out non c’è altro che il bianco degli occhi, la sola cosa visibile quando gli occhi si abituano a guardare. Tra fioche luci di fortuna gli uomini stanno uno vicino all’altro, guardie e ladri percorsi dall’aria elettrica di un temporale. Le cose e le ragioni spariscono nelle nubi, e con loro le parole e i discorsi. Nella fortezza diroccata al centro dell’isola per una volta si mangia tutti insieme, si cena con un pane fatto a pezzi, passato di mano in mano. Dietro gli uomini le gabbie sono aperte, come le case quando nessuno le tocca, il cibo è un corpo da trattare con cura. 

In carcere ogni passo è sconto di un passo storto, ogni bene ricorda un male rimasto, che non si trasforma perché così dice la legge degli uomini. Non si può cambiare. 

Il tempo non distingue tra fuori e dentro, tra i giorni luminosi e il buio di adesso. C’è un giovane spaurito di paura, un vecchio che nessuno lo vuole, ci sono i mezzi e i forti, tutti fanno la propria parte nel coro. La cucina è lontana dalle stanze, sembra un altro mondo ancora più sospeso. Il carceriere percorre un sentiero intorno alle mura, al suo fianco il carcerato, sono due capi che camminano nell’orto, sembrano passeggiare. La prigione, sembra una chiesa col tetto scoperchiato dove rivolgersi a dio o a nessuno. 

Non mi ricordo più i nomi e gli orari, le cose da fare, la direttrice se n’è andata alla prima scena: mi sembra di aspettare un pasto, di cucinare mentre penso a che succede, che fine ha fatto il tempo, quando è successo, come si arriva qua. A un certo punto qualcuno parlerà, dirà qualcosa per spiegare il senso, il significato. 

Nessuno sa il finale di una storia. 

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Ariaferma- Leonardo Di Costanzo- Film 2021