Un tuffo infinito che dura tutta la storia, dalla terra al mare, passando lungo il tempo sospeso. Uno spazio dove c’è tutto il dolore da bruciare, perché il fuoco lasci solo il bene. Un tuffo come una lettera d’amore, scritta semplice per raccontare un sogno. Che per sognare bisogna farlo più forte, portando il sogno oltre tutte le cose, fuori dai palazzi soffocati dal bianco e dal nero. Lontano dove c’è un’isola remota, circondata dalle mura di pietra più alte fino al cielo e sotto la terra, dove resiste il segreto di un colore che nessuno ha mai visto.
Così ti mando il mio amore
risponde a tutte le tue domande
piccole come un gioco
infinite altrettanto
per tutta l’attesa della felicità
per tutto il tempo che imparo a parlare
ricordo tutto come fosse ieri
a diciassette anni
non si può essere seri
Una notte di colpo imparasti a danzare, in mezzo ai palazzi dove la polvere prendeva gli occhi, e i vetri delle macchine e i vestiti, dove la vita si faceva a ore. E ballammo con il nulla intorno che per una volta non ci poteva fermare. Nel bianco c’era tutto il mio corpo e il tuo corpo, senza più la paura e il dolore. Nel bianco un velo di sentimento ci rivelava i nostri cuori, che si vedevano come le stelle al buio. E si sentiva tutto intorno una musica fatta di ossa.
Me ne importa di te
che non sparisci
neanche con tutta questa luce
e la festa illuminata
e le gambe prese a forza
che diventano ali
sulle onde
ecco dove arriveremo
ti aspetterò dove c’è la spiaggia
Questa è la stessa storia di Romeo che ruba il mondo ai ladri e non riesce a scappare, dove Giulietta aspetta sulla strada, lei impara a scrivere e lui a danzare. E insieme senza crescere fuggono via ugualmente, trovano un’isola lontana, via dal bianco e nel nero che li torna a cercare. Eccoli insieme in una casa di farfalle rotte, di voli brevi, di nuovo chiusi nella tristezza. Eccoli liberi e perduti, separati e poi uniti, sotto un cielo indifferente che guarda il rione come fosse il mare.
Ciao Bambino- Edgardo Pistone/ Film 2024
