Strapuglia

Cercheremo il tesoro giocando a battimuro in un ospedale abbandonato, costruiremo un formicaio nei vani di fabbrica abbandonati, lungo scale e cisterne arrugginite, consumate dal tempo che lascia polveri dietro di sé.

Il mare guarda le ciminiere, sembra un gioco e non si può smentire, la sterilizzazione ci rincorre con una legge e una prigione.

Non ci prenderanno: le bande si radunano, si battezzano formiche, restano insieme a passarsi informazioni e mappe segnando il paesaggio con le moto da sabbia.

È un personaggio questo posto, ha gli occhi piantati nel mare anche lui, ammesso che sia un uomo, con la schiuma e il dolore, ammesso che qualcosa non migliori nel tempo, dalla spiaggia di Taranto nuova laggiù all’orizzonte, piena di grazia. 

Dal fondo spunta una croce consumata dal sale, è una Strapuglia sgretolata di ferraglia, ubriaca di male e di vino, in mezzo alle torri che sovrastano i canali, tra lamiere e legname, tra barcacce e reti negli acquitrini.

C’è una bomba in questa storia ma non è quella che esplode sulle prime. Da un gioco al massacro, dall’acqua al veleno, Il tremore batte il corpo per terra e fa la tensione lungo tutta la storia fino a galla, qui dove è tutto chiuso passa una linea di bava, via dalla bonifica e dalla polizia, dalla parola fine e dalla morte che spacca le amicizie e fa rivalsa; Roma una volta era capitale, qui nel Golfo interdetto ci stanno il Marpiccolo, Chernobyl, Terra di nessuno, è tutto un panorama di cavalli morti, mendicanti e pochi resti dopo la luce azzurra di malore

Corre Mondocane e con lui Pisciasotto, il capo ha i baffoni che sembra un cartone, eppure da qualche parte sotto la terra buia bruciata c’è un posto che non esiste, una cellula bianca nella malattia. 

————-

Mondocane – Alessandro Celli- 2021- film